♪ ♫ Ho perso l'ispirazione logì e logià, ho perso l'ispirazione logì del travaglià! ♪
Ehilàààà amici della blogsfera!
Ulisse è tornato, ohh mie Penelope
Ciao a tutti, son tornata dopo tre lunghi mesi!
Uffff...niente, ho perso l’ispirazione!…La cercherò ovunque! Navigherò nei vasti spazi ( vuoti :/ ) della mia mente.
Il cuore, come sempre, sarà la bussola.
Prometto di ritrovarla, sarà un’ispirazione briosa e spumeggiante, abbiate pazienza.
Al contrario le mie mani, che han sempre qualcosa da "dire" , confabulando e raffazzonando, l'ispirazione l'han sempre stretta nel loro palmo...
Scaldatidd (scaldatelli pugliesi)
(Mia madre mi ha raccontato che un tempo, i lembi sovrapposti a chiusura del cerchio che forma il tarallo, erano pigiati con l'estremità di una chiave tubolare...è il caso di dire "chiusi a chiave")
Con la partecipazione di: (per circa 20 taralli)
200 gr di farina 0
50 gr di farina di semola rimacinata di grano duro (oppure tutta farina di tipo 0)
sale (quantità soggettiva)
1 manciata generosa di semi di finocchio
50 gr di acqua a temperatura ambiente
50 gr di vino bianco
50 gr di olio extra vergine d'oliva
NOTA: Si possono realizzare senza lievito (come da ricetta) o con lievito. Sono ottimi in entrambe le versioni la differenza è nella consistenza: più frantumabile (come
questi) aggiungendo 70 gr di lievito madre, anche esubero di un paio di giorni (o 1 gr di lievito di birra ), più croccante, senza l'aggiunta di lievito.
Mettiamo le mani in pasta:
In una coppa versare le farine i semi e il sale, mescolare.
Aggiungere olio, vino e acqua, impastare ben bene, ottenere un panetto liscio ed omogeneo, lasciar riposare per mezz'ora.
Sottrarre di mano in mano dei pezzetti d'impasto, formare dei serpentelli spessi 1 cm e mezzo e lunghi 25 cm, sovrapporre le due estremità a formare un incrocio, pigiare con il dito eventualmente sigillarli con una chiave tubolare.
Nel frattempo porre su fuoco una pentola d'acqua, al bollore tuffare un pò per volta i taralli, venuti a galla, pescarli con una schiumarola, disporli su di un piano coperto di canovacci in cotone privi di ogni tipo di profumo. Lasciarli asciugare per un pò di ore, a volte li ho bolliti la sera e infornati la matina, ma andranno bene anche un paio d'ore, tuttavia assicurarsi che siano ben asciutti.
Trasferirli su di una teglia foderata di carta da forno.
Portare il forno, in modalità statica, alla temperatura di 200°, dopo 20 minuti passare alla modalità ventilato per altri 10 minuti.
Se il proprio forno non dispone della modalità ventilato, cuocere in statico.
Dopo la cottura, spegnere, aprire il forno per 5 minuti, lasciando la teglia dentro, richiudere, dopo 20 minuti tirar fuori la teglia, lasciar raffreddare prima di gustarli.
Dopo il raffreddamento, conservarli (non credo riusciate a farne avanzare qualcuno) in un sacchetto di plastica.
Dopo però aver effettuato svariate altre prove, ho raggiunto finalmente la consistenza che più preferisco identica ai taralli che sfornano i panifici in zona, grazie all'aggiunta di acqua che li ha resi più croccanti e secchi. Si deve tener conto tuttavia, che la varietà di taralli pugliesi, cambia da panificatore a panificatore, infatti ciò che li rende diversi è sicuramente la quantità di olio impiegato (preferibilmente olio extra vergine d'oliva pugliese), unico grasso aggiunto nell'impasto degli scaldatelli pugliesi.
Che il sole vi baci...a presto!