martedì 6 dicembre 2016

Ovis mollis all'olio extravergine d'oliva


Mi si è incantato il disco. E' il periodo dei biscotti.
Di questi biscottini friabilissimi, impalpabili, scioglievoli, avevo postato la ricetta, versione white, un po' di tempo fa, oggi ve li ripropongo al cacao.
L'impasto ovis mollis, è caratterizzato dall'impiego di tuorli d'uovo sodo, questo particolare conferisce al biscotto una spiccata friabilità. 
Nel classico ovis mollis, vi è l'impiego di burro, ma, come ormai sapete, anche nei dolci, prediligo l'olio extravergine d'oliva, questo, renderà la stesura poco più impegnativa, rispetto a quella ottenuta con burro, però, con un pizzico di pazienza, il risultato è perseguibile!
Vi lascio alla lettura della ricetta e, intanto, vado a gustarmi i miei, sorseggiando una tisana all'arancia e zenzero. 


"Con la partecipazione di"
50 gr di tuorli sodi (3 tuorli)
50 gr di olio extravergine d'oliva
50 gr di zucchero di canna integrale reso a velo nel macina caffè
15 gr di cacao amaro
75 gr di farina 0 di bassa forza + una manciatina per la stesura (in base alla farina usata, le quantità potrebbero variare di poco, è importante che l'impasto risulti morbido, umido ma non appiccicoso al tatto)
15 gr di frumina
mezzo cucchiaino di polpa di vaniglia
*Se occorre aiutarsi con 1 cucchiaio di acqua per compattare l'impasto.

"Mettiamo le mani in pasta":
Con una forchetta schiacciare molto bene i tuorli, aggiungere l'olio, amalgamare, aggiungere lo zucchero e la vaniglia, mescolare con cura.
Setacciare per due volte le polveri: farina, frumina e cacao, incorporarle poco per volta nel composto umido, inizialmente lavorare l'impasto con la forchetta, poi con la mano, fino a ottenere un panetto morbido e compatto (tenderà a sbriciolarsi un po', quindi compattarlo premendo i piccoli pezzi che tendono a staccarsi).
Disporre un forglio di carta da forno sul piano di lavoro, infarinarlo leggermente, trasferirvi il panetto, spianarlo col mattarello, nello spessore di mezzo cm (non più sottile) se necessario spolverare la superficie con poca farina.
I bordi tenderanno a formare delle piccole aperture, attaccarle tra loro mentre si spiana, premendo dolcemente con le mani.
Formare i biscotti.
1) Per facilitare il taglio, suggerisco di usare degli stampini stondati  e con poche appendici.
2) Data la morbidezza dell'impasto, sarà più semplice lasciare sul foglio di carta da forno i pezzi ritagliati con le formine, per poi trasferire il tutto direttamente in teglia.
Continuare con la lavorazione accorpando i ritagli d'impasto che rimangono dopo aver formato.
Cuocere in forno caldo a 180° per 10-12 minuti.
NON toccarli appena sfornati, saranno molto morbidi, aspettare che si freddino ben bene.
Eventualmente, conservarli in una scatola di latta.


Che il sole vi baci!
  



 

venerdì 2 dicembre 2016

Biscotti di pasta frolla all'olio extravergine d'oliva


Le feste comandate non sono il mio forte e scusate se mi ripeto.
Se penso al Natale, la mia mente va a quello dei tempi che furono, quando non era consumistico e la dieta mediterranea era lo stile di vita diffuso, i dolci non erano sulla tavola tutti i giorni e il Natale era l'occasione giusta per gustarli, ovviamente fatti in casa.
Ecco, è questo l'aspetto che mi piace del Natale: quello culinario...me lo rende più digeribile!


NOTE IMPORTANTI:
Vi propongo due tipi di frolla all'olio extravergine d'oliva:
1) 1 solo uovo e pochissimo lievito per dolci ques'ultimo conferisce al biscotto una consistenza lievemente "spumosa".
2) 1 uovo e 1 tuorlo, la consistenza risulta più friabile, sabbiosa.
A voi la scelta.
La quantità di zucchero da me suggerita è ampiamente compensata dallo zucchero della glassa usata nella decorazione.
N.B: le dosi della farina sono riferite al tipo della stessa, adeguatele quindi alla farina da voi usata, considerando che la consistenza finale del panetto, dovrà risultare morbida ma non appiccicosa.

"Mettiamo le mani in pasta" per 10-12 biscotti (la quantità dipende dalla dimensione degli stampini)
FROLLA NUMERO 1:
170 gr di farina tipo 0 di bassa forza o per dolci
1 uovo medio (il mio senza guscio pesava 56 gr)
40 gr di zucchero di canna integrale (muscovado o dulcita) reso a velo
30 gr di olio extravergine d'oliva
Facoltativo: 1 pizzico (senza esagerare) di lievito per dolci
1 pizzico di vaniglia in polvere o buccia grattugiata di mezzo limone o arancia bio, o ancora un mix di spezie: cannella, cardamomo e chiodo di garofano.
1 pizzico di sale

FROLLA NUMERO 2:
200 gr di farina tipo 0 di bassa forza
1 uovo medio
1 tuorlo di uovo medio
40 gr di zucchero di canna integrale (muscobado o dulcita) reso a velo
35 gr di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di vaniglia in polvere o buccia grattugiata di mezzo limone o arancia bio.
1 pizzico di sale

GLASSA:
4-5 cucchiai colmi di zucchero di canna chiaro reso a velo
acqua quanto basta per ottenere una cremina dalla consistenza poco più corposa rispetto a quella del miele.
utensili per decorare:
1 cucchiaino
1 stuzzicadenti
ingredienti per ornare:
scagliette di cioccolato fondente
perline argentate di zucchero

"Mettiamo le mani in pasta":
Col macinacaffè rendere a velo lo zucchero.
Setacciare la farina col sale ed eventualmente la spezia (se optate per la frolla 1 aggiungete nel setaccio anche il lievito)
In una ciotola aprire l'uovo e aggiungere il tuorlo (se optate per la frolla 1 solo 1 uovo) , sbattere per qualche secondo, versare l'olio e lo zucchero (e la buccia grattugiata dell'agrume se si è scelto come odore), amalgamare.
Incorporare poco per volta la farina e contemporaneamente lavorare l'impasto con la mano.
Ottenuto il panetto, lasciarlo riposare 20 minuti in un piatto coperto.
Stendere il panetto nello spessore di 2 millimetri, tra due fogli di carta forno, eventualmente spolverare con pochissima farina tra un foglio e l'altro. Dare forma con i taglia pasta, praticare i fori con uno spiedino spesso, qualora decideste di volerli appendere.
Cuocere in forno caldo a 180° sul piano del mezzo, per 12-14 minuti (in funzione delle caratteristiche del forno e delle dimensioni dei biscotti) sfornare quando sono leggermente dorati e lasciar raffreddare.
Nel frattempo, macinare lo zucchero nel macina caffè.
Trasferire in una ciotolina, aggiungere poco per volta l'acqua mescolando con un cucchiaino.
Servirsi del cucchiaino per coprire totalmente di la glassa la superficie (in uno spessore di mezzo millimetro)
per i particolari: capelli, occhi, pois, intingere lo stuzzicadenti nella glassa lasciando cadere piccole gocce sul biscotto.
A piacere ornare con codette di cioccolato fondente e pallini argentati.
Lasciar asciugare ben bene prima di toccarli.


Che il sole vi baci!




martedì 29 novembre 2016

Torta rovesciata di arance

Qualche giorno fa ho realizzato il pane semintegrale con idratazione all'80%, la cui ricetta posterò prossimamente.
Bene, arrivata al completamento dell'opera, mi accorgo che entrambe le batterie della fotocamera sono scariche e, temendo di non riuscire a resistere all'invitante fragranza del pane, con conseguente rovinosa fine del fotomodello, ho irrevocabilmente scelto di fotografarlo col cellulare, ripromettendomi di infilare la spina del caricabatterie nella presa, subito dopo aver terminato gli scatti.
Evidentemente, la bontà del pane e l'entusiasmo per aver conseguito un ottimo risultato, devono aver offuscato la mia mente, tanto da scordare la carica delle batterie.
Così, mi ritrovo a immortalare col cellulare anche questa torta, la cui delizia, oddio, non cadrà mai nell'oblio!


"Con la partecipazione di": (per una tortiera di 22 cm di diamatro o 20 cm per una torta più altina)
220 gr di farina di farro
30 gr di fecola di patate
30 gr di cacao amaro
300 gr di ricotta fresca vaccina
3 uova freschissime (peso senza guscio 190 gr)
120 gr di zucchero integrale di canna ( ho usato il dulcita)
1 cucchiaio raso di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
30 gr di acqua
2 arance piccole biologiche (o meglio ancora del vostro albero)
8 gr di lievito per dolci

"Mettiamo le mani in pasta":
Pennellare con pochissimo olio la tortiera, infarinare leggermente il bordo, roteando in modo da impolverarli completamente. Foderare il fondo con un disco di carta da forno.
Distribuire lo zucchero di canna chiaro sul fondo, sciacquare, asciugare e affettare (con la buccia) sottilmente le arance, disporre le fette sul fondo.
Setacciare insieme: farina, fecola, lievito e cacao.
In un piatto schiacciare con una forchetta la ricotta, preventivamente ben sgocciolata.
In una ciotola montare, con le fruste elettriche, per 20 minuti le uova con lo zucchero, fino a ottenere una crema spumosa, versare l'aqua, amalgamare delicatamente, aggiungere pian piano la ricotta, mescolando dolcemente. Unire l'olio, amalgamare.
Accendere il forno a 170° statico.
Incorporare poco per volta le polveri (farina, lievito e cacao) mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto.
Versare il composto nella tortiera, livellare col dosso di un cucchiaio.
Cuocere in forno caldo per 35-40 minuti. Fare prova stecchino a cominciare dai 25-30 minuti.
Lasciar intiepidire, porre il piatto da portata sulla tortiera, capovolgere, staccare delicatamente la carta forno.


Che il sole vi baci!


 



    

lunedì 7 novembre 2016

Muffins di semola rimacinata, con olio extravergine d'oliva, mela, cannella e cardamomo


Di semplice, veloce e divertente realizzazione.
Lo chiamo il dolcino risolutivo, perchè se la voglia di dolce ti coglie di sorpresa, dopo soli 20, al massimo 30 minuti, la gola è accontentata!
Li preparo sovente, in occasione di ogni momento estemporaneo.    
Con gocce di cioccolato, pezzi di frutta, spezie, frutta secca, o quel che si vuole, lasciando la base invariata, è sempre un successo. 

Tempo fa ho realizzato la video ricetta dei muffins con semola rimacinata, a dimostrazione del fatto che se ne possono ottenere di deliziosi anche con farina di grano duro, anzi, la preferisco poichè ho riscontrato che si conservano soffici fino al giorno seguente a differenza di quelli ottenuti con altre farine.
Modificando leggermente le dosi  della ricetta raccontata nel video e cambiando la farcitura, oggi ve li propongo così.


"Con la partecipazione di": per 8 muffins
Ingredienti secchi:
130 gr di semola rimacinata (ho usato la Senatore cappelli)
2 cucchiaini (6-8 gr) di cremor tartaro (accertarsi che sia con aggiunta di bicarbonato) o classico lievito per dolci
30 gr di zucchero integrale di canna
1 cucchiaino raso di vaniglia in polvere
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
2 capsule di cardamomo
1 pizzico di sale

Ingredienti umidi:
1 uovo
100 gr di latte di avena
30 gr di miele
25 gr di olio extravergine di oliva
1/2 mela di dimensioni medio piccole

"Mettiamo le mani in pasta":
In una coppa setacciare la farina e il lievito, aggiungere lo zucchero, la cannella, i granuli del cardamomo estratti dalle capsule e resi in polvere nel mortaio, il sale. Mescolare.
In un'altra coppa, rompere l'uovo, sbatterlo per qualche secondo, versare il latte, l'olio e il miele, mescolare bene, aggiungere la mela a piccolissimi pezzi, rimescolare.
Sistemare i pirottini di carta nell'apposita teglia da muffins.
Versare in un colpo solo nella ciotola delle polveri, mescolare velocemente con una forchetta, il composto va lavorato pochissimo, per circa 20 di secondi, riuscendo a inumidire ogni traccia di ingrediente in polvere. L'impasto dovrà risultare grossolano e non liscio.
Riempire con un cucchiaio ogni pirottino fino a circa 1 cm dal bordo.
Cuocere in forno caldo a 180° sul ripiano centrale, per 20-22 minuti.
Dopo averli sfornati, attendere circa 1 minuto quindi sfilarli dalla teglia, aspettare che si intiepidiscano prima di gustarli.


Che il sole vi baci!
 



  

mercoledì 2 novembre 2016

Calzone pugliese con impasto dei taralli


Oltre al classico calzone di pasta morbida e lievitata, la tradizione pugliese ne contempla uno che si differenzia per la consistenza dell'impasto, decisamente friabile, lo stesso impiegato, normalmente, per la realizzazione dei taralli pugliesi.
Due sono le versioni, una delle quali prevede l'aggiunta di lievito,  non vi è però una vera e propria lievitazione, infatti, dopo la lavorazione, il panetto riposerà 1 sola ora, quanto basta a rendere il calzone leggermente rigonfio e ulteriormente friabile.
Quanto sarà gustoso mangiucchiare, idealmente, un mega tarallo ripieno, come per i taralli, si manifesterà l'effetto ciliegia!!!


"Con la partecipazione di": teglia del diametro di 27-28 cm
Per l'impasto:
250 gr di farina tipo 0
50 gr di farina integrale di grano tenero (o ti po 0 )
70 gr di lievito madre (anche esubero di 1 giorno)
80 gr di vino bianco a temperatura ambiente
50 gr di acqua
80 gr di olio extravergine d'oliva
1/2 cucchiaino di sale

Per il ripieno:
1,5 kg di cipolle sponsali o cipolle porraie da pulire (Pulite dovranno pesare 700 gr)
80 gr di uvetta
100 gr di vino bianco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva + 1 per la finitura
una grande manciata di olive nere denocciolate
6 filetti piccoli di acciuga sott'olio
1 manciata di pecorino grattugiato (facoltativo)
sale secondo i gusti (ometterlo o incorporarne quantità ridotte se si aggiunge il pecorino)

"Mettiamo le mani in pasta":
1 ora prima di cominciare a cuocere le cipolle, mettere in ammollo l'uvetta nel vino, tagliuzzare le olive.
Tagliare le foglie dalle cipolle, sfogliare la tunica esterna, sezionare gran parte del girello con le radici. Sciacquare.
Tagliare le cipolle longitudinalmente in più listelli.
Versare l'olio in una capiente padella, aggiungere le cipolle tagliate, cuocere su fuoco vivace, mescolando con una cucchiarella per tutto il tempo, circa 10 minuti, o fin quando la cipolla si sarà appassita abbondantemente.
Versare il vino e l'uvetta, subito dopo le olive tagliuzzate e 3 filetti di acciuga ridotti a piccoli pezzi, cuocere, sempre rimestando, per altri 15 minuti circa, un paio di minuti prima di spegnere aggiungere il sale. Il composto dovrà risultare sufficientemente asciutto. Spegnere, lasciar raffreddare senza coprire.
In una ciotola versare l'acqua, sciogliervi il lievito con la mano, aggiungere il vino e l'olio, mescolare.
Incorporare le farine, precedentemente mescolate, poco per volta continuando a impastare con la mano, a metà lavorazione aggiungere il sale e continuare a impastare sulla spianatoia, fino a ottenere un panetto omogeneo. Ritrasferire in ciotola, coprire con apposito coperchio, lasciar riposare 1 ora.
Trascorsa l'ora, dividere il panetto in 2 parti, una del peso di 210 gr e l'altra  più grande del peso di 370 gr quest'ultima sarà la base, spianarla con il mattarello, senza infarinare la pianatoia, in un disco di 30 cm di diametro, per semplificare il trasferimento in teglia, sarà comodo spianare il panetto ponendo sotto di esso un foglio di carta forno, basterà capovolgere poi, il disco direttamente in teglia, lo stesso foglio potrà essere usato per spianare la parte d'impasto per la copertura.
Aggiungere il pecorino e i restanti filetti d'acciuga spezzettati nella farcia di cipolle, che nel frattempo si sarà abbondantemente intiepidita, mescolare e versare sulla base del calzone, distribuire su tutta la superficie e livellare.
Spianare il secondo pezzo sullo stesso foglio di carta forno che si è usata per il primo, il disco risulterà più piccolo, porlo a copertura sulla farcia, cercando di allungare i lembi di tutta la circonferenza di entrambi i dischi d'impasto, i bordi della base dovranno sovrastare quelli della copertura, sigillare schiacciando.
punzecchiare tutta la superficie con la punta di un coltello o con i rebbi di una forchetta, spennellare olio, cuocere in forno caldo a 200° per circa 1 ora o fino a doratura corposa.
Lasciar intiepidire prima di gustarlo.


Che il sole vi baci!
     
 








giovedì 27 ottobre 2016

Frolla e crema vegan


Episodicamente il vegan torna alla ribalta nella mia cucina, riuscendo ad affermarsi sempre più.
Quell'idea vegan che ti frOlla nella mente e ti "eccita" realizzare.

Questa frolla e crema vegana riusciranno a soddisfare pienamente il palato, la sensazione sarà la stessa che si prova gustando dei biscotti di frolla classica farciti di crema tradizionale, col valore aggiunto dato dalla leggerezza. Provare per credere!
 


"Con la partecipazione di": dosi per 20 coppie di biscotti tondi diametro 8 cm
Per la frolla:
400 gr di farina di tipo 0 di bassa forza, o di farro bianca (divertitevi pure a combinare le farine, integrali e non)
120 gr di zucchero di canna integrale impalpabile (ho usato il dulcita)
80 gr di acqua
70 gr di olio extravergine d'oliva
la polpa di mezza bacca di vaniglia (o buccia grattugiata d'arancia bio di stagione)
8 gr di cremor tartaro (verificare in etichetta che ci sia l'aggiunta di bicarbonato) (in alternativa, per i non vegani, comune lievito per dolci)
1 pizzico di sale

Per la crema:
200 gr di latte di avena
25 gr di amido di mais
20 gr di caffè ristretto fatto con la moca
30 gr di cioccolato fondente al 70%
1/2 cucchiaino di cannella in polvere

"Mettiamo le mani in pasta":
In una ciotola mescolare l'olio, lo zucchero e l'acqua.
Setacciare insieme farina, cremor tartaro e sale.
Incorporare le polveri nella ciotola dei liquidi, mescolare con una forchetta, fino a inumidire la farina, il composto dovrà risultare grumoso. Trasferire sulla spianatoia, impastare dapprima con i polpastrelli poi per un po' con tutta la mano, non prolungarsi nella lavorazione, il tempo necessario per formare un panetto compatto.
Avvolgere il panetto nella pellicola o conservarlo in un piatto coperto, Trasferire in frigo per 20 minuti.
Spianare con il mattarello, tra due fogli di carta forno, nello spessore di 2-3 mm.
Tagliare con un tagliapasta tondo 40 dischetti e con una formina circolare più piccola, creare il buco centrale su 20 di questi.
Cuocere in forno caldo a 180° per 10-12 minuti, lasciarli raffreddare.
Nel frattempo versare 170 gr di latte d'avena in un pentolino, aggiungere il caffè zuccherato, unire il cioccolato a piccoli pezzi.
Sciogliere l'amido di mais in 30 gr di latte d'avena a temperatura ambiente.
Porre il pentolino su fiamma piccola e bassa, lasciar riscaldare il latte col caffè e il cioccolato, che nel frattempo comincera a sciogliersi, mescolare con una cucchiarella di legno.
Sottrarre il pentolino dalla fiamma e, continuando a mescolare, versare la quantità di latte d'avena in cui vi è stato sciolto l'amido di mais, ritrasferire su fiamma, continuare a girare per 2-3 minuti non di più! Il composto si addenserà con estrema facilità.
Spegnere, trasferire in un piatto fino al completo raffreddamento.
Farcire ogni coppia di biscotti con 1 cucchiaino abbondante di crema.


Che il sole vi baci!

 

mercoledì 12 ottobre 2016

Colva pugliese



Sono in anticipo di qualche settimana, ho prontamete approfittato delle primizie per prepararlo, infatti, se ne avessi avuto la possibilità, l'avrei gustato in ogni periodo dell'anno, ecco, sarebbe stato il “mio” dolce, così come lo è una semplice mela ammantata di ricotta e cannella.
Un abbraccio di ingredienti pregiati a far di una mescolanza l'eccelsa leccornia.

La colva è uno dei tanti dolci tradizionali pugliesi fatto con ingredienti veraci e genuini.
E' il dolce dei defunti lo si prepara, infatti, in occasione del 2 novembre per ricongiungerci spiritualmente e culturalmente a chi c'era nel passato.
Siamo un terreno e con questo grano seminiamo in noi il pensiero di un tempo che non vogliamo cada nell'oblio.


"Con la partecipazione di": per 4 persone
400 gr di grano (ho usato grano tenero integrale)
200 gr di mandorle senza pelliccina e tostate
gherigli di 20 noci
240 gr di vino cotto d'uva
120 gr di cioccolato fondente (il mio al 85%)
arilli di 3 grandi melagrane
una 40ina di chicchi di uva bianca (li ho aggiunti tal quali, se preferite privateli della buccia e dei vinaccioli)
"Mettiamo le mani in pasta":
Porre il grano in ammollo per tutta la notte. Cuocerlo per circa 1 ora, scolarlo ben bene.
Tostare le mandorle, ridurle a pezzi, così come i gherigli delle noci.
Trasferire il grano in una ciotola, aggiungere la frutta secca, il cioccolato ridotto a pezzettini e il resto degli ingredienti, mescolare. Gustare.


Che il sole vi baci!

lunedì 3 ottobre 2016

Pane con farina di castagne


" Preparò una cosuccia che, stando alla corresponsabile connessione tra immaginazione e acquolina, dovrebbe elargire grande gradimento alla pancia.
Alla mente e alle papille l'onere, alle mani l'onore di impastare. Vedremo.
E niente, vi farò sapere "


Oggi do seguito al post iniziato qualche giorno fa su fb con la pubblicazione di una foto che raffigura una montagnetta di farina di castagne e una noce sul cucuzzolo.
La farina di castagne, non contenendo glutine, non contribuisce alla formazione di un'alveolatura pronunciata, nonostante il modesto impego. 
Il risultato sarà un pane profumato, dalla fitta mollica che incastona perfettamente la deliziosa farcitura e una crosta piacevolmente croccantina, ideale per la colazione e/o una ricca merenda. 
Provate a spalmare qualche fetta con dell'ottima confettura di fichi, magari fatta in casa.
Per realizzare la versione salata sostituire il cioccolato con del rosmarino. 



"Con la partecipazione di":
400 gr di farina tipo 0
100 gr di farina integrale di grano tenero (per un tocco di rusticità. Sostituibile con della 0)
150 gr di farina di castagne
90 gr di lievito madre
1 cucchiaino di malto d'orzo
370 gr di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
7 gr di sale
gherigli di 7 noci
due grandi manciate di gocce di cioccolato fondente (o rosmarino per la versione salata)

"Mettiamo le mani in pasta":
Versare 200 gr di acqua in una ciotola, aggiungere il malto d'orzo, spezzattare il lievito madre e scioglierlo con la mano.
Incorporare poco per volta le farine precedentemente mescolate, contemporaneamente lavorare con la mano. Quando tutto il quantitativo di farina sarà in ciotola, versare a mano a mano la restante acqua, sempre continuando a impastare.
Dopo aver grossolanamente amalgamato l'impasto, aggiungere il sale per continuare a lavorarlo.
Trasferire il panetto sulla spianatoia, incorporare l'olio pochissimo per volta, aggiungendone altro solo quando la quantità precedente sarà stata assorbita.
Ottenuta un impasto liscio e omogeneo, ritrasferirlo in ciotola, coprire con pellicola o apposito coperchio, lasciar lievitare per circa 8 ore  (durata variabile in funzione della temperatura ambiente) o fino ad abbondante raddoppio.
Staccare l'impasto dalla ciotola con l'ausilio di un tarocco, lasciarlo cadere sulla spianatoia leggermente (appena due pizzichi di farina) e delicatamente schiacciarlo con i polpastrelli fino a ottenere un rettangolo di circa 30 x 20 cm, distribuirvi i gherigli spezzettati e le gocce di cioccolato.
Arrotolare delicatamente dal lato lungo, senza comprimere eccessivamente, sigillare pizzicando le aperture laterali e il bordo a chiusura.
Trasferire, con la chiusura verso sotto, sulla teglia con carta forno, coprire con un telo spesso, lontano da correnti d'aria, lasciar rilievitare fino al raddoppio, circa 2 ore (durata variabile in funzione della temperatura ambiente). Portare il forno, in modalità statico, alla temperatura di 200°.
Praticare un taglio in lungo o tre in diagonale, infornare fino a cottura, circa 50 minuti (il tempo di cottura dipende dalle caratteristiche del proprio forno.
Lasciare che raffreddi prima di affettarlo.


Che il sole vi baci!
 



giovedì 22 settembre 2016

Apple pie


Con la cannella ...ok, ok ... con tutte le spezie: non conosco limiti!
Cedo penosamente ai seducenti profumi, mi ubriaco letteralmente e calco la mano.
Lungi da me l'idea di trascinarvi nella sbornia, ridimensiono le quantità e vi riporto, tra gli ingredienti, le dosi equilibrate di ogni spezia. Anche lo zucchero bruno e caramellato fa la sua parte.
La premessa è rivelatrice.


"Con la partecipazione di": per una tortiera di 22 cm di diametro
Per la pasta brisée:
280 gr di farina di farro
20 gr di amido di mais
70 gr di olio extravergine d'oliva
60 gr di acqua
30 gr di vino moscato o vin santo (sostituibile con acqua)
1 pizzico di sale

Per la farcia:
1,2 kg di mele
100 gr di  zucchero di canna integrale muscovado + 1 o 2 cucchiaini per la superficie
60 gr di mandorle a lamelle tostate leggermente
succo di 1 limone
1 cucchiaio colmo di cannella in polvere
granuli di 3 capsule di cardamomo
1 chiodi di garofano
la polpa di mezza bacca di vaniglia 
30 gr di vino moscato o vin santo
50 gr di latte di avena + 2 cucchiai per pennellare la superficie

"Mettiamo le mani in pasta":
Per prima cosa tostare le mandorle.
Preparare la pasta:
Trasferire farina, maizena e il sale in una ciotola, mescolare, incorporare l'olio a filo e man mano impastare. Versare l'acqua miscelata al vino poco per volta continuando a lavorare l'impasto, trasferirlo sulla spianatoia per lavorarlo meglio. Ottenuto un panetto omogeneo e liscio, coprire con un piatto per evitare che si secchi. 
Nel frattempo premere il limone, versare il succo in una ciotola, dove andranno trasferite le mele sbucciate e affettate sottilmente, aggiungere la cannella i granuli di cardamomo pestati al mortaio, la vaniglia e la testina del chiodo di garofano ridotti in polvere, mescolare ben bene con le mani.
Trasferire lo zucchero in una capiente padella (in pietra o ghisa sarebbero consigliabili) versare 2 cucchiai di acqua, caramellare su fiamma media, mescolare, non appena si saranno formate delle bolle versare il latte di avena e subito dopo le mele messe da parte, mescolare per qualche istante, spegnere e continuare ad amalgamare tutti gli ingredienti in modo che lo zucchero venga distribuito dappertutto.
Dividere il panetto i due parti, una delle quali più grande.
Schiacciare con le mani la parte più grande formando un dischetto da spianare col mattarello nello spessore di 3 mm (eventualmente, prima di spianare il panetto porvi sotto un foglio di carta forno, per semplificare il trasferimento in tortiera) da trasferire nella tortiera, il disco di pasta dovrà risulterà più grande della circonferenza della teglia e quindi coprire anche i bordi di quest'ultima.
Appianare l'impasto lungo i bordi interni della tortiera in modo che sia perfettamente distribuito, versare il composto di mele, livellare la superficie.
Spianare la parte d'impasto più piccola, nello stesso spessore della prima, questa volta combacerà con la circonferenza della tortiera.
Ripiegare i bordi verso l'interno punzecchiando, per creare un decoro, praticare dei tagli a raggiera sulla superficie per facilitare la fuoriuscita di vapore in fase di cottura, prima di infornare pennellare con il latte in cui vi è stato sciolto lo zucchero, oppure spolverizzare quest'ultimo sulla superficie.
Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 1 ora, dovrà delicatamente dorarsi.
Prima di gustarla attendere che si raffreddi e si rapprenda, saranno sufficienti 3-4 ore.


Che il sole vi baci!





giovedì 15 settembre 2016

Barrette ai cereali


Se sono qui, non significa che abbia smesso di trastullarmi al mare, anzi! Dopo una settimana di boati, lampi e pioggia con pochissima tregua, non aspettavo altro che il segnale convenuto: SOLE.
E cogliamo pure il meglio da ogni cosa, se un tuffo al mare non è fattibile, non resta che immergersi in una scodella d'ingredienti e godersi il calore diffuso di un essiccatore, che, mentre secca le banane, imbibisce di lacrime gioiose e nostalgiche l'anima, riportando alla mente l'affettuoso ricordo dei giorni trascorsi con Any un' Amica di rara autenticità e purezza nel cuore, all' insegna del sole, del mare e tanta complicità, come possono provare solo due persone che si conoscono da poco ma che avvertono la sensazione di conoscersi da sempre.
L'essiccatore, come tutti i suoi doni (i libri per esempio)  coerenti con le mie passioni, farà parte di quei pochi oggetti ai quali attribuisco grande importanza per il vaolore affettivo.
Ora corro al mare, con qualche barretta nello zaino. Percorrerò la stessa battigia che ci umettava i piedi prima di tuffarci e, chiudendo gli occhi, oltre all'abbraccio dell'acqua percepirò anche il suo.



"Con la partecipazione di":
40 gr di banane esiccate (io autoprodotte)
30 gr di nocciole sgusciate
20 gr di semi misti ( lino, chia, sesamo, girasole, papavero, zucca)
50 gr di fiocchi di segale integrale (o avena integrale)
50 gr di corn flakes di farro integrale (o di mais)
30 gr di cocco rapè
200 gr di sciroppo di mais (o miele) se le preferite meno morbide, sostituite parte di sciroppo con 80 gr di zucchero di canna
Per la decorazione:
cioccolato fondente
granella di frutta secca

"Mettiamo le mani in pasta":
Sminuzzare i chips di banana, i corn flakes e le nocciole, trasferirli in una coppa, aggiungere i semi misti e il cocco rapè, mescolare.
Versare lo sciroppo di mais in una padella antiaderente di medie dimensioni, porre su fiamma, dopo qualche minuto, al formarsi di bollicine, unire il mix di ingredienti, mescolare per circa 1 minuto con una cucchiarella di legno, spegnere.
Trasefrire il composto su un foglio di carta da forno facendo attenzione a non scottarsi, cominciare a schiacciare grossolanamente con la cucchiarella, coprire con un altro foglio di carta forno, appiattire con il mattarello e, in corso di lavorazione, con l'ausilio di una spatola, squadrare l'impasto, ottenendo così, un quadrato di 20 cm x 20 cm dello spessore di circa mezzo cm
Laciar raffreddare in frigo, compreso di carta forno, per 1 ora.
Sezionare a metà il quadrato, ottenendo da ogni metà dei rettangolini 10 cm x 5 cm
Spezzettare il cioccolato e sciogliere a bagnomaria, intingere uno dei lati corti di ogni barretta, decorare con il cocco rapè o con granella di frutta secca.
Si possono conservare in frigo per circa 1 settimana ( se riuscite!)


Che il sole vi baci!   

lunedì 30 maggio 2016

brioches e panini soffici con lievito madre


Fiuuuu! Arrivo subito al dunque.
Gentilmente concedete un attimo di tregua alle mie operose mani,che, dopo aver impastato brioches, paninetti, creato il video tutorial e scritto il seguente post, invocheranno un lungo riposo.

Un impasto versatile, ideale per lievitati sia dolci che salati, consistenza soffice e ovattata.
Per brioches e paninetti da buffet o burger buns.
La sofficità non è conferita nè dal burro e neanche dall'olio, ma dal robiola (oltre che dalle uova e il latte)

Di seguito foto di entrambe le versioni: dolce e salata



IL VIDEO TUTORIAL:

"Con la partecipazione di":
350 gr di farina 0 (W 240)
1 uovo (peso 57 gr)
1 tuorlo (peso 16 gr)
60 gr di lievito madre rinfrescato
100 gr di latte intero a temperatura ambiente
70 gr di robiola
50 gr di zucchero di canna integrale (per la versione salata 30 gr)
polpa di una bacca di vaniglia (ometterla per la versione salata)

 "Mettiamo le mani in pasta":
Spezzettare il lievito in una ciotola, versare 70 gr di latte, scioglierlo con la mano, unire l'uovo intero leggermente sbattuto, lo zucchero e mescolare.
In una ciotolina versare i restanti 30 gr di latte e aggiungere la robiola, stemperarla con una forchetta, unire l'emulsione nella ciotola in cui vi è stato sciolto il lievito madre, mescolare.
A questo punto, se si opta per le brioches, aggiungere la polpa della vaniglia prima di unire la farina, altrimenti incorporare poco per volta quest'ultima, tenendone da parte 20 gr, lavorando contemporaneamente il composto con la mano.
Aggiungere il tuorlo in più tempi, lasciando che la prima parte venga totalmente assorbita dall'impasto prima di aggiungerela successiva. Salare e impastare per inglobare ben bene il sale.
Aggiungere metà della farina tenuta da parte, continuare a lavorare fino a incorporarla totalmente.
Infarinare la spianatoia con la restante parte di farina e trasferirvi l'impasto per continuare a lavorarlo mentre l'assorbe.
Pirlare e porre in ciotola, coprire con apposito coperchio o pellicola e lasciar riposare 1 ora.
Dividere l'impasto in pezzature di circa 50 gr coprirli con la ciotola a campana per evitare che si secchi la superficie, prelevandone volta per volta.
Formare dei torchon, delle treccine, oppure la forma che preferite, per esempio dei cornetti da farcire con confettura, marmellata o crema di nocciole, se invece si è optato per i paninetti, formarli in questa maniera
Trasferire sulla leccarda foderata di carta forno, coprendoli man mano con della pellicola, lasciando il giusto spazio tra una brioche (o paninetto) e laltra, in modo che in fase di lievitazione non si attacchino l'una con l'altra, rincalzare la pellicola sotto i bordi della teglia, facendo attenzione a non stenderla molto per evitare di farla aderire esageratamente alla superficie delle brioches o dei panini, ciò potrebbe ostacolare la crescita in altezza.
Far lievitare fino al raddoppio, ci vorranno circa 7 ore. (durata variabile in funzione
della temperatura ambiente) (nei mesi caldi è preferibile impastare le brioches in tarda serata per poterle infornare al mattino seguente è gustarle a colazione)
Portare il forno alla temperatura di 180° modalità statica, infornare per circa 15 minuti fino a doratura (adeguarsi alle caratteristiche del forno)
Per i panini: spennellarli con albume e cospargerli di semi di sesamo, prima di infornare
Per le brioches: spennellarli con una miscela di 5 cucchiai di latte e 1 cucchiaino di miele, immediatamente dopo averli sfornati.


Che il sole vi baci!



giovedì 12 maggio 2016

Baguettes con lievito madre


Rivivere ogni volta la magia di un rito antico e pieno d'amore.
L'effluvio della farina bagnata e quello pieno e consolante della soffice pasta lievitata che al fuoco oltre si gonfia, si colora e canta.
Di fogge una miriade: tondo come la luna, intrecciato come una spiga, bitorzoluto come un tronco d'albero...o affusolato come una baguette, magica.



"Con la partecipazione di":
350 gr di farina tipo 0 W 240
200 gr di farina di grano tenero integrale W 260-280
50 gr di lievito madre rinfrescato
360 gr di acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo
sale (io non ne ho aggiunto, credo vadano bene 8-10 gr )

"mettiamo le mani in pasta":
Versare in una ciotola 100 gr di acqua e il malto d'orzo, mescolare con il cucchiaino, aggiungere la pasta madre spezzettandola e scioglierla.
Incorporare poco per volta le farine precedentemente mescolate, contemporaneamente impastare con la mano.
Versare, sempre poco per volta, la restante acqua lavorando l'impasto con la mano, dopo aver terminato con l'acqua aggiungere il sale e procedere con la lavorazione.
Trasferire l'impasto sulla spianatoia e continuare ad impastare fino a renderlo liscio e omogeneo.
Pirlare, trasferire in ciotola e coprire con apposito coperchio o con pellicola, lasciar lievitare per circa 9 ore o per il tempo necessario a farlo triplicare di volume (durata variabile in funzione della temperatura ambiente).
Infarinare sufficientemente la spianatoia, trasferirvi l'impasto staccato dalle pareti della ciotola con l'ausilio di un tarocco, aprirlo delicatamente con le mani fino a formare un rettangolo, effettuare due serie di pieghe a tre, capovolgerlo con il lembo di chiusura verso sotto e pirlare, così come raffigurato nei fotogrammi che seguono:
Coprire a campana con la ciotola e lasciar riposare per 30 minuti dopo i quali ripetere l'operazione, ricoprire e attendere altri 30 minuti.
Nel frattempo, piegare a fisarmonica un telo in cotone spesso (il mio a nido d'ape) creando 3 incavi che andranno ad ospitare le baguettes per la seconda lievitazione, sostenere con dei cartoncini, per esempio quelli della carta forno, i lati estremi.
Dopo la seconda mezz'ora, con un taglia pasta, dividere l'impasto esattamente in tre parti uguali, ogni pezzata pesarà intorno a gr 315.
Formare le baguettes come nel mio mini video tutorial che segue nel quale ho cercato di emulare i gesti di professionisti guardando alcuni video, per esempio questo.

La lunghezza di ciascuna baguette sarà circa 40 cm. 
Trasferire ogni filoncino in un incavo, precedentemente infarinato, cospargere con un po' di farina anche la superficie, coprire con un altro telo.
Lasciar lievitare fino al raddoppio, a me ci son volute 2 ore e mezza (durata variabile in funzione della temperatura ambiente).
Portare il forno a 220° modalità statica e, dopo averla foderata di carta forno o infarinata con della semola, accostare la leccarda al telo contenente i filoni, quindi lasciarli rotolare delicatamente su di essa, oppure trasferirli in leccarda servendosi di una tavoletta di legno della stessa lunghezza delle baguettes.
Con una lametta praticare, affondando di 1 cm, dei tagli trasversali alla lunghezza sulla superficie di ciascun filone, ogni taglio dovrà cominciare a metà lunghezza del precedente. Vedi schema.
Prima d'infornare vaporizzare dell'acqua con uno spruzzino (4-5 volte) e trasferire in forno, dopo un paio di minuti vaporizzare nuovamente sia sulle baguettes che sulle pareti del forno, trascorsi 10 minuti abbassare la temperatura a 200° per altri 20 minuti, continuare la cottura per altri 5 con forno a fessura (inserendo tra lo sportello un cucchiaio di legno o un pezzo di carta forno ripiegato più volte).
Lasciar raffreddare su di una gratella posizionando le baguettes in verticale.


Che il sole vi baci!    


 



martedì 10 maggio 2016

Muffins alla pizzaiola


Sono stata capace di gustare questi muffins subito dopo un pranzo completo...dopo il dolce. Che si sappia.
Definitemi pure smodata, ma davanti all' odore e al sapore della pizzaiola e tanto altro  , non riesco proprio a controllarmi.
Anche il sol ricordo dei suddetti sensi legati a questi muffins, mi manda in visibillio. 
A proposito...che faaaaame!
Corro a prepararli. 


"Con la partecipazione di": per 8-10 muffins
150 gr di farina tipo 0 di bassa forza (180-220)
1 uovo
30 gr di olio extravergine d'oliva
130 gr di latte
50 gr di olive nere denocciolate
20 gr di parmigiano grattugiato
30 gr di concentrato di pomodoro
1 spicchio piccolo di aglio (ometterlo per chi non lo tollera)
80 gr di scamorza fresca
pomodorini
5 gr di lievito istantaneo per torte salate
una ricca manciata d'origano
pepe
sale

"Mettiamo le mani in pasta":
Tagliuzzare a piccoli pezzi le olive e la scamorza.
Sistemare i pirottini nell' apposita teglia, (se usate quella in silicone, posizionatela sulla leccarda del forno, prima di riempire i pirottini, sarà più semplice il trasporto), accendere il forno a 180° modalità statica.
Munirsi di due ciotole, in una versare gli ingredienti umidi: latte a temperatura ambiente, concentrato di pomodoro, mescolare bene, aggiungere l'uovo precedentemente appena sbattuto, l'olio, le olive, la scamorza e *l'aglio privo di camicie e ridotto a piccolissimi pezzi, mescolare bene.
*per chi non tollera troppo l'odore, è possibile lasciarlo in infusione per qualche minuto nel quantitativo di latte da impiegare, sottraendolo da quest'ultimo prima di versarlo nella ciotola con gli altri ingredienti umidi. 
Nell'altra ciotola mettervi le polveri: farina, lievito, origano, pepe e sale, mescolare.
Versare in un sol colpo gli ingredienti secchi nella ciotola degli umidi, rimestare velocemente fino ad inumidire le polveri, non mescolare troppo, un  massimo di 30 secondi saranno sufficienti ad evitare di compromettere la consistenza classica, grumosa, dei muffins.
Trasferire in ogni pirottino un cucchiaio colmo di impasto, lasciando 1 cm scarso dal bordo del pirottino, decorare con un cappellino di pomodoro premendolo delicatamente nel composto, lasciandone che ne emerga metà.
Cuocere infornando sul ripiano centrale, per 25 minuti.
Trasferire i muffins su una gratella per 3 minuti prima di gustarli.


Che il sole vi baci!

venerdì 6 maggio 2016

Biscotti del lagaccio o della salute, con lievito madre e olio extravergine d'oliva

Quasi impossibile non cedere all'iresistibile richiamo della loro bontà. Chiamati anche "biscotti della salute", se hanno anche questo nome, ci sarà un perchè. Voglio scoprirlo!


"Con la partecipazione di":
480 gr di farina di tipo 0
140 gr di lievito madre rinfrescato bello arzillo
160 gr di acqua
100 gr di olio extravergine d'oliva
120 gr di zucchero di canna integrale (ho usato il muscovado)
15 gr di semi di anice (o spezie che preferite, oppre scorza grattugiata di arancia o limone )
1 gr di sale

"Mettiamo le mani in pasta":
In una ciotola versare l'acqua, aggiungervi il lievito e scioglierlo bene con la mano.
Aggiungere l'olio, lo zucchero e i semini, mescolare.
Incorporare poco per volta la farina, continuando a lavorare il composto, aggiungere il sale, impastare ancora, trasferire sulla spianatoia, lavorarlo ancora un po' fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo, ritrasferire in ciotola coprire con apposito coperchio o pellicola, lasciar riposare per circa 8 ore in forno spento con lucina accesa o con delle bottiglie di plastica piene d'acqua calda posizionate sul fondo.
Dopo questo tempo, il suo volume non sarà necessariamente raddoppiato.
Trasferirlo sulla spianatoia, NON infarinata, formare un salamello di circa 50 cm, appiattire delicatamente le due estremità, trasferirlo sulla leccarda foderata di carta forno, per evitare che si secchi la superficie durante la lievitazione coprire con della pellicola in maniera morbida, in modo che lievitando non subisca pressione.
Lasciar lievitare nella stessa modalità succitata, fino al raddoppio, ci vorranno circa 7-8 ore (durata variabile in funzione della temperatura ambiente).
Tirar fuori dal forno la leccarda, accendere a 180° in modalità statica, lasciare che arrivi a temperatura, sfilare la pellicola e infornare sul ripiano centrale per 35 minuti.
Trasferire su di una gratella.
Dopo alcune ore 6-7 accendere il forno a 180° in modalità statica, affettare il salamello in fette oblique dello spessore di circa 2 cm, disporle sulla tegllia, tostarle per 20 minuti, avendo l'accortezza di rigirarle a metà cottura.
Disporre i biscotti su una gratella, lasciare che si raffreddino bene prima di guastarli.
Si possono conservare in scatola di latta per lungo tempo.
Adoro gustarli sorseggiando Earl Grey.


Che il sole vi baci!    


lunedì 2 maggio 2016

Crackers di riso


Mentre con una mano scrivo questo post, l'altra afferra i crackers di fianco al pc, in un interminabile andirivieni.
Ho esordito con la suddetta  precisazione, per spiegarvi la brevità dell'antefatto che accompagna la ricetta del giorno, con una sola mano infatti, è richiesto più tempo e il tempo si sa, è prezioso. La mano che afferra vince su quella che digita.
Ne sono rammaricata, dispiaciuta, afflitta, troncar così un racconto di punto in bianco, non depone mica bene!
Caaari amici lettori, mi affido alla vostra bontà, certa della vostra magnanima clemenza, vi lascio alla ricetta dei crackers che anch'essi di bontà ne hanno in abbondanza.



"Con la partecipazione di":
100 gr di lievito madre (esubero di 1 giorno)
100 gr di acqua
100 gr di farina di riso
100 gr di farina tipo 0 oppure al 50% con farina di grano tenero integrale
50 gr di olio extravergine d'oliva
50 gr di semi misti ( chia, sesamo bianco, sesamo nero, papavero, lino chiaro, lino scuro, girasole, zucca)
5 gr di riso soffiato  (facoltativo)
6 - 8 gr di sale

"Mettiamo le mani in pasta":
Versare l'acqua in una ciotola, sciogliervi con la mano il lievito madre.
Aggiungere l'olio, i semi e il riso soffiato e girare con la mano, incorporare poco per volta le farine comprese di sale e mescolate tra di esse, impastare fino ad ottenere un panetto omogeneo da lasciar riposare per mezz'ora.
Accendere il forno a 180° modalità statico.
Trasferire il panetto su un foglio di carta forno della stessa misura della leccarda, spianare con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di circa 3 di millimetri, tagliare con una rotella tagliapizza ottenendo dei rettangoli, (non vi è bisogno di distanziarli tra loro, durante la cottura si staccheranno ulteriormente) trasferire sulla leccarda, punzecchiateli poco con i rebbi della forchetta in modo che si formi qualche piccola bolla, o se preferite evitate di punzecchiarli, a fine cottura risulteranno più rigonfi.
Infornare sul ripiano centrale per circa 18 minuti, dovranno risultare lievemente dorati (i tempi di cottura variano in funzione delle caratteristiche del forno).


Che il sole vi baci!

   

mercoledì 27 aprile 2016

Biscotti da inzuppo


Non riesco a starmi dietro!
Tra ricette eseguite ormai milioni di volte ma non ancora postate e quelle provate, approvate e archiviate che attendono d'essere condivise, avrei bisogno di un'altra vita, anche due.
E' pur vero però che il ritmo con cui pubblico le cosine che preparo, non è che sia così lesto, questo perchè il blog non è l'unico interesse della mia vita. Inoltre, con l'arrivo della bella stagione, come un biscotto da inzuppo, mi tufferò in mare. Ritenete sia una valida giustificazione per le mie probabili assenze?

Oggi vi propongo i biscotti da latte, chi mi segue su youtube già conosce questa ricetta, che ho deciso, finalmente, di trascriverla qui.


"Con la partecipazione di": (per circa 25 biscottoni)
500 gr di farina integrale (o tipo 0)
100 gr di olio extravergine d'oliva
2 uova
200 gr di zucchero di canna (ho usato il muscovado)
la buccia grattugiata di 1 limone non trattato ( o mezzo cucchiaino di polpa di vaniglia)
5-6 cucchiai di latte
8-10 gr di ammoniaca per dolci

In una ciotola mescolare con una forchetta: uova, olio, zucchero e buccia grattugiata del limone, versare il latte in cui vi è stata sciolta l'ammoniaca, mescolare.
Aggiungere poco per volta la farina, continuando a mescolare dapprima con la forchetta, poi, quando il composto comincia a diventare più consistete, continuare con la mano, fino ad ottenere impasto omogeneo.
Formare un panetto, accendere il forno a 180° modalità statica.
Staccare dal panetto dei pezzi grandi quanto un'albicocca, formare i biscotti creando dei salsicciotti da schiacciare nello spessore di mezzo cm, disporre sulla teglia foderata di carta forno, infornare in forno ormai caldo per 15 minuti.
Aspettare che siano ben freddi prima di maneggiarli.
Se ne avanzano, conservarli in una scatola di latta.


Che il sole vi baci!



giovedì 21 aprile 2016

Torta di pane


C'è chi afferma che il pane non vada gettato, come dargli torta?

Per questa torta adotto la modalitàghiribizzo adoperata per realizzare qualsiasi ricetta con l'uso di pane raffermo (ovviamente impastato da me), proprio come nel caso, per esempio, dei biscotti di pane
Un'ottima, deliziosa, antica trovata per consumare il pane che, per miracolo  vari motivi, potrebbe trasformarsi in raffermo.

 "Con la partecipazione di":
250 gr di pane raffermo, di 2 giorni, a cubotti (il mio era di farro integrale con lievito madre, fatto da me) 
1/2 litro di latte vegetale (o vaccino)
2-3 cucchiai colmi di miele 
1 cucchiaio raso di zucchero di canna integrale
2 grandi manciate di frutta secca frantumata grossolanamente (arachidi, nocciole, mandorle, noci, pinoli, pistacchi ecc. ecc.)
buccia grattugiata di 1 arancia non trattata
cannella secondo i gusti
2 manciatone d'uvetta passa e o prugne secche, datteri, albicocche ridotti a piccoli pezzi
1 mela grande a tocchetti (o pera, fragole, ciliegie, albicocche, pesche...)
1 banana grande o 2 piccole a fettine
1 cucchiaio di "cacao" di carrube (o cacao amaro)
meno di mezzo bicchiere di rum
pezzetti di cioccolato fondente o gocce
zucchero di canna a velo per decorare (ottenuto macinandolo nel macinacaffè)
"Mettiamo le mani in pasta":
Versare il latte in una ciotola aggiungervi pane precedentemente ridotto a cubotti, lasciarlo in ammollo per circa due ore (il tempo dipenderà dalla secchezza del pane)
Unire gli altri ingredienti e lasciare macerare per un'altra ora.
Foderare di carta da forno una teglia a cerniera di 22 cm di diametro, versare il composto, livellarlo, aggiungere un pò di pangrattato sulla superficie, infornare a 180° per 50-60 minuti, lasciar intiepidire, sformarla, sfilare la carta forno, posizionarla sulla gratella lasciando che si raffreddi totalmente prima di gustarla.
(scegliere se spolverizzarla di zucchero a velo ancora calda o ben fredda, nel primo caso in superficie rimarrà l'effetto crepa)
La sua delizia cresce di ora in ora. Fantastica il giorno dopo!


Che il sole vi baci!