mercoledì 22 luglio 2009

"Sempre verde"...

Di solito si parla di fata della casa, lei per me è un dolce folletto, piccola carinissima e simpatica, sempre all'erta, amabile, allegra, una bimba senza età... "sempre verde".
In ogni sua ruga d’espressione, un racconto di vita trascorsa.
I sacrifici fatti con tutte le sue forze e la gioia di viverli per amore della famiglia, ci ha donato e continua a donarci tutto il bene, rendendoci liberi senza mai farci pesare nulla.
È bellissimo abbracciarla, avvertendo la diversa sensazione vissuta nell’infanzia, ora il mio abbraccio l’avvolge completamente, sfiorando con le labbra la sua fronte, la guardo e ci gioco solleticandola, ridiamo tanto.
La sua immensa forza interiore, la rende grande quanto una montagna.
È un faro luminoso che indica l’entrata di un porto, un fascio di luce sempre pronto ad accogliere.
Lei è un’ Amica, una Spalla, un grande lenzuolo indistruttibile, posto sotto un palazzo in fiamme, da cui lanciarsi senza guardare.

Lei è unica, lei è grande, lei è…la mia Mamma…
Buon compleanno mammina mia, ti voglio un mondo di bene!
Voglio renderti felice sempre.

Eheheheh... è un po’ a dieta e col caldo che fa, ho pensato di realizzare per lei un dolce fresco, genuino e light.
A lei piacciono molto i dolci al cucchiaio e le albicocche.

Bavarese lightissima d'albicocche...senza panna


"Con la partecipazione di" :
(dosi per 6 mini bavaresi)
170 grammi di albicocche (pesate sbucciate e senza nocciolo)
45 grammi di zucchero di canna
220 grammi di yogurt cremoso e poco acido
2 cucchiaini colmi di agar agar
succo di mezzo limone
20 grammi di latte
3 cucchiai di acqua
"Mettiamo le mani in pasta" :

Sbucciare le albicocche eliminando il nocciolo, passarle in un frullatore aggiungendo lo zucchero il latte e il succo del limone, frullare.
In un tegamino porre 3 cucchiai di acqua e stemperare l' agar agar, porre su fuoco basso, riscaldare mescolando con un cucchiaio di legno, versare metà del frullato amalgamare, aggiungere il restante frullato, mescolare per qualche minuto, spegnere il fornello, aspettare che si raffreddi e si addensi un pò, quindi versare lo yogurt e mescolare rendendo omogeneo il contenuto.
Versare negli appositi stampini e trasferire in frigo per qualche ora...3-4
Servire appena usciti dal frigo, decorare a piacere con foglioline di menta e qualche spicchietto di albicocca...




lunedì 20 luglio 2009

Distrazioni...


Sono qui in veranda, comodamente seduta su una confortevole sedia.
Finalmente un filo di vento incostante volteggia nell’aria, spostandosi, cattura e rilascia il profumo dei gelsomini, piantati nel grande vaso, in cui sovente poso i vari insetti salvati dal risucchio ingordo e spietato dell’aspirapolvere.
M’ accorgo che son passati anni, da quando furono piantati i rametti di questo fiore deliziosamente profumato, dal colore puro e fresco.

Sono rilassata, dopo un giorno di caldo umido ed estenuante, di impegni improrogabili, e faccende di ogni genere.
Sono assorta nei pensieri poco impegnativi, uno sguardo alle piante: menta, basilico, prezzemolo e qualche geranio, uno al cielo tenue ed ovattato, l’altro all’immenso arco del loggiato, che incornicia il meraviglioso panorama del mare e le sue barche ormeggiate.
Una mano tra i capelli, li carezzo disordinatamente, sento scivolare tutta la stanchezza lungo le gambe di cui una penzoloni e l’altra con il piede privo di ciabatta, poggiato sulla piccola sedia azzurra.
Sento qualche rondine in volo e ancora sento la voce di alcuni bimbi che giocano ribelli, avverto un sereno benessere, il sopportabile caos della strada, sento…sento..SENTO L’INTENSO ODORE DEI MUFFINS IN COTTURA, sento pure che i 20 minuti previsti di quest’ultima siano appena trascorsi e SENTO CHE SE NON MI FIONDO A SPEGNERE IL FORNO…


...Fihhhuuuuu!... Giusto in tempo…


Muffins di segale e fontina



“Con la partecipazione di” : dosi per 6 muffins
70 grammi di farina integrale
50 grammi di farina di segale integrale
110 grammi di latte
3 cucchiaini rasi di lievito istantaneo bio senza fosfati per torte salate
20 grammi di olio di semi
1 uovo
1 cucchiaino colmo di erba cipollina disidratata
2 cucchiaini rasi di semi di papavero
6 fettine di fontina
1 pizzico di sale
“Mettiamo le mani in pasta” :

Versare gli ingredienti solidi in una ciotola: le farine, il lievito, il sale, l’erba cipollina, i semi di papavero, mescolarli bene tra loro.
In un’altra ciotola, sbattere l’uovo con una forchetta, giusto il tempo di dissolverlo, aggiungere il latte e l’olio, mescolare e versare tutto d’un colpo, nella ciotola contenente gli ingredienti solidi, amalgamare velocemente con un cucchiaio di legno, il contenuto dovrà risultare grumoso e non omogeneo.
Con l’aiuto di un cucchiaio, riempire poco meno della metà i pirottini (ho usato carta da forno adattata agli stampini) posti nell’apposito stampo, aggiungere per ognuno una fettina di fontina piegata in 6 e schiacciata, spingere leggermente con il dito e versare il resto d’impasto fino a coprire totalmente la fontina, non superando però l’orlo dello stampo.
Trasferire in forno preriscaldato, far cuocere per 20 minuti circa a 180°.


venerdì 17 luglio 2009

I suoi primi 40 anni...che non dimostra!

(immagine presa dal web)

Ogni volta che lo vedo, sento il cuore colmarsi d' incanto… un fluido magico che scorre nelle vene, arrivando agli occhi rendendoli lucidi e affascinati.

Bello più del sole, illumina i miei giorni scaldando ogni momento.
I suoi occhi profondi ed espressivi lo specchio dell’anima, da cui riflette un'energia coinvolgente fatta di finezza, di grande voglia di vivere, di una nobiltà d’animo cosi profonda, di libertà interiore, una spiccata personalità, più unica che rara.
Travolgente come il vento, flemmatico come il mare settembrino, un sorriso raggiante, intenso ed aggraziato.
L’eleganza del suo corpo…un cavallo arabo con andatura flessuosa ed energica, cavalca le rive del mare, un mare di entusiasmo, di gioie e di forti emozioni.
L’amabilità dei modi, il porsi con dolcezza.

La parola Amore, non basta a descrivere l’intenso sentimento, che tutta me stessa nutre per la Persona più importante della mia vita.
Buon compleanno mio Cuore!




Il suo dolce preferito...
...Babà con lievito madre

Dopo 7 ore di lievitazione, la pellicola stava esplodendo!




È stata una gioia immensa ed una soddisfazione unica aver impastato totalmente a mano…più mi stancavo e più mi caricavo di volontà…eheheheh la “forza” dell’Amore ;-) Avrei potuto usare il robottino, ma ho scelto apposta di lavorarlo con le mie manine aumentando la dose dell’ingrediente più importante: l’Amore…
Adoro metterci tutta me stessa in ogni realizzazione, soprattutto quando ciò che creo è dedicato alla persona che amo…

“Con la partecipazione di” :
200 grammi di farina 0
160 grammi di uova (pesate col guscio)
50 grammi di burro
40 grammi di zucchero di canna
90 grammi di lievito madre
30 grammi di acqua
1 pizzico di sale
Per la crema:
500 grammi di latte
40 grammi di zucchero di canna
3 tuorli
35 grammi di farina
200 grammi di panna fresca
buccia di un limone
Per la bagna:
½ litro di acqua
90 grammi di zucchero
70 grammi di rum
“Mettiamo le mani in pasta” :

Effettuare due rinfreschi al lievito madre a distanza di 12 ore, quindi usarlo per la realizzazione del dolce.
Allenarsi qualche giorno prima praticando esercizi agli arti superiori, in modo che i bicipiti abbiamo sufficiente forza d’amore per poter impastare, in compagnia di un cucchiaio di legno ;-)
Non avendo preparazione fisica, ricorrere ad una impastatrice.

In una ciotola piccola spezzettare il lievito ed aggiungere l’acqua intiepidita, dissolverlo un po’ con le mani e mettere da parte.
In un’altra capiente ciotola sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro fuso continuando ad amalgamare.
Versare il lievito ormai sciolto e mescolare, versare ora la farina setacciata poco per volta continuando ad amalgamare con un cucchiaio di legno, aggiungere il sale e continuare la lavorazione, fin quando il composto non risulti colloso e si stacchi dalle pareti del contenitore.
Coprire con pellicola porre in forno spento fino al raddoppio (per il mio ci son volute 7 ore).
Lavorare ancora il composto per pochi minuti e trasferirlo nell’apposito stampo, coprire nuovamente per una seconda lievitazione, finchè non arrivi quasi al bordo dello stampo (ci son volute scarse 5 ore)
20 minuti prima d’infornare, preparare la bagna: (dovrà rimanere calda, non bollente al momento dell'uso)
Far bollire in un tegamino, l’acqua e lo zucchero per una decina di minuti, spegnere ed aggiungere il rum.
Poco prima di sfornare il babà, trasferire la bagna in una capiente ciotola.
Torniamo al composto…
…con estrema delicatezza eliminare la pellicola dallo stampo, trasferirlo pian piano in forno, preriscaldato a 180°, statico.
Lasciar cuocere, fino a che la superficie non risulti molto dorata, grosso modo mezz’ora.
Lasciar intiepidire, effettuare dei forellini con l’aiuto di uno stuzzicadenti sulla supeficie più cotta e trasferirlo nella capiente ciotola con dentro la bagna.
Avere l’accortezza di girarlo da entrambi il lati, in modo da renderlo zuppo in ogni parte, se serve aiutarsi con un cucchiaio.
Preparare la crema:
Porre su fuoco il latte, con l’aggiunta della buccia del limone (mi raccomando tagliata superficialmente al frutto in modo da evitare la parte bianca, che rende amarognolo il sapore). Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata ed amalgamare fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.
Sottrarre la buccia di limone dal latte, versarlo pian piano nel composto mescolando, trasferirlo nuovamente nel tegamino sul fuoco e continuare a mescolare con un cucchiaio di legno, fino a raggiungere la giusta consistenza, lasciar raffreddare.
Quando la crema sarà totalmente fredda, aggiungere poco per volta la panna montata, mescolando dal basso verso l’alto.
Servire il babà a fette accompagnato dalla crema chantilly.


lunedì 13 luglio 2009

Lontano dal caos...

(immagine presa dal web)

Ormai, le spiagge brulicano di gente e il tempo a disposizione, causa lavoro e impegni vari, concede di rado la possibilità di poter gironzolare alla ricerca di posti isolati e tranquilli.

Il periodo è caldo in tutti i sensi, cosi grazie ad un atto di coraggio, stacchiamo per un giorno la presa, lasciandoci condurre dai desideri, che sfociano in angoli di mare poco gremiti, nei quali regna il silenzio, screziato dal cicaleggio insistente delle cicale, conciliato dal caldo dilagante.
Un’armoniosa ed ideale prospettiva fatta di verde arso ed azzurro, frammentata da scogli frastagliati incisi da fossili di conchiglie …unico elemento, capace di suggerire il susseguirsi dell’era del luogo, che al contrario avrebbe descritto un posto senza tempo.
D’improvviso ci si trova in fondo al mare, vagare con l’immaginazione camminando tra fondali marini tirati a secco.

Sporadiche presenze a lunga distanza, distraggono il sollazzo dei nostri corpi rinfrescati dal bagnasciuga di scogli a pelo d’acqua, lo sguardo è accecato dal brillio del riverbero del sole sul mare.
L’ora ha raggiunto il massimo della temperatura, piacevolmente ci sdraiamo sotto l’ombra di un premuroso ombrellone, che contorna momenti di totale beatitudine.
Un tiepido spiraglio del giorno che sopisce, carezza le nostre gambe distogliendo delicatamente il dolce dormiveglia…
...Meravigliosa Puglia...

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Focaccia Pugliese con poolish di lievito madre



Con semini di sesamo ed erba cipollina

Ricetta
ispiratrice tratta dal meraviglioso blog “Anice&Cannella” della mitica Paoletta
Ho soltanto sostituito la dose di farina manitoba, con la 0 e la dose di farina 0 con quella di farina di grano duro.
Il passaggio delle pieghe l’ho saltato, poichè l’impasto si presentava alquanto liquido, avendo sostituito la manitoba (assorbe più acqua) chiarimento datomi da Paoletta.
Il risultato è comunque stato fantastico!

“Con la partecipazione di” :

200 grammi di farina di semola di grano duro
250 grammi di farina 0
50 grammi di lievito madre
8 grammi di sale
1 patata piccola (Paoletta ha aggiunto 15 grammi di fiocchi di patate)
300 grammi d’acqua
20 grammi di olio evo
origano qb
olio qb per condire
pomodorini (Paoletta aggiunta anche le olive, non le avevo)

Avendone ottenute due, la superficie di una, ho scelto di speziarla con erba cipollina e semini di sesamo.

“Mettiamo le mani in pasta” : (farò un copiaincolla del procedimento fatto da Paoletta, nelle parentesi, in colore diverso, inserirò piccole mie modifiche circa i tempi di lievitazione, le farine sostituite...)

"Per questa focaccia ho utilizzato il metodo col poolish, lo stesso con cui Maritè ha fatto il pane su gennarino.
Il metodo prevede pochissimo lm e la possibilità di lavorare all'impasto poco tempo e a più riprese.
Ho solo cambiato appena le dosi degli ingredienti, per cui credo che lo stesso metodo sia adattabile ad altre preparazioni.
In settimana, durante un rinfresco, avevo messo a bagno il lm in acqua tiepida e un pizzico di zucchero per far perdere acidità al lm, così come spiegato qui.
Di solito rinfresco quando vedo che "collassa" quando insomma dopo aver raggiunto il massimo, inizia a calare.
Dopo il rinfresco attendo sempre che lieviti 3 ore a temperatura ambiente e sempre nel suo barattolino, mai lavarlo, ho notato che non lievita più come prima, quindi ripongo in frigo.
Per questa focaccia ho utilizzato il metodo col poolish, lo stesso con cui Maritè ha fatto il pane su gennarino.
Il metodo prevede pochissimo lm e la possibilità di lavorare all'impasto poco tempo e a più riprese. Ho solo cambiato appena le dosi degli ingredienti, per cui credo che lo stesso metodo sia adattabile ad altre preparazioni.

Al mattino ho rinfrescato tutto il lm (stesso peso della farina e la sua metà dell'acqua come consuetudine, di solito rinfresco con farina 0, ma se penso di utilizzarlo, meglio la manitoba).

Ho fatto triplicare di volume a temperatura ambiente, se ci mette più tempo è plausibile pensare che il lm non sia ancora bello arzillo.
Dopo le tre ore ho preso una piccola parte di lm, circa 25 gr.,dal totale (il resto l'ho riposto in frigo come al solito) l'ho rinfrescato di nuovo come sopra e ho atteso nuovamente che triplicasse di volume, circa tre ore.

(Polish):A questo punto ne ho pesati esatti 50 gr. l'ho fatto a piccoli pezzi e l'ho messo a bagno perchè si sciogliesse, nella stessa quantità di acqua che avevo previsto mi sarebbe servita per la ricetta, quindi 300 ml. Ho riposto in frigo.

Alla sera ho aggiunto al lm e all'aqua 250 gr di manitoba (io farina tipo 0) e lasciato a temperatura ambiente fino al mattino, circa 10/12 ore.

Al mattino ho aggiunto il resto degli ingredienti e quindi 200 gr di farina 0,(io semola di grano duro) 20 gr di olio evo, 15 gr. circa di fiocchi di patate (meglio ancora una piccola patata lessa schiacciata) 8 gr di sale.
Ho impastato tutto nella mdp e ho lasciato che raddoppiasse o più, ci sono volute circa 6 ore. (ho impastato a mano, il raddoppio è avvenuto dopo 8 ore)

A questo punto è bene fare una precisazione, almeno secondo me... la mdp mantiene una temperatura costante di 28° circa, per cui le 6 ore sono da considerarsi a questa temperatura. Bisogna quindi, che ci si affidi anche all'occhio e capire quando l'impasto è pronto.
Anche perchè le variabili del lm sono parecchie, non solo la temperatura, pertanto bisogna considerare che i tempi non sono e mai saranno precisi o quasi come per il ldb, perchè tutto dipende da quanto è arzillo, oltre che da altri fattori.

In ogni caso, quando l'impasto mi pareva avesse raggiunto la giusta lievitazione e faccio di solito la "prova dito" (schiaccio l'impasto col dito infarinato, se sale troppo alla svelta non è pronto, se rimane schiacciato bisogna correre che sta passando, se sale lentamente è pronto) l'ho steso sulla tavola infarinata e ho fatto le pieghe come spiega Adriano qui. (non ho fatto le pieghe, in quanto avendo utilizzato farina di semola, l’impasto è risultato liquido non permettendomi di lavorarlo, trasferendolo direttamente nelle teglie tonde la cui misura 25 cm di diametro).

Ho coperto con un panno bagnato e strizzato e ho atteso ancora circa 45'. (il mio ha lievitato 1 ora e mezza)
Poi ho oliato bene 2 teglia rotonde di circa 28 cm. di diametro, ho steso l'impasto, condito con olio e sale q.b. pomodorini, olive e origano.
Ho fatto lievitare ancora circa un'ora e ho infornato a 220°. “
Buonissima! Grazie Paoletta!

martedì 7 luglio 2009

Eleganti danzatrici

( immagine presa dal web)

Gelatinose, evanescenti e danzanti, piccole… vagano lasciandosi trasportare dalle correnti… …”bentornate”!
Che sensazione stramba, nuotare completamente vestita…
Non mi aspettavo arrivassero cosi presto, anche quest'anno!
Sin da feto, m’è sempre piaciuto pacchiare in acqua a lungo, proprio non riesco, soprattutto in estate inoltrata quando il caldo si fa serio, intingermi velocemente come un pennino nel calamaio, per poi sdraiarmi e rimanere immobile come una lucertola, assumendo di tanto in tanto posizioni yoga, in modo che il sole possa intrufolarsi in ogni dove.
Preferisco starmene in grembo al mare, fresco e trasparente, provando l’ assurda sensazione di poterlo e volerlo quasi bere…

L’estate scorsa, ci fu una particolare ed anticipata invasione di meduse… creature flemmatiche apparentemente innocue.
Nuotavo beata, quando ad un tratto quel ritmo rilassato, fu scosso da una scarica al braccio destro.
Artefice dell’elettrizzante scena, una piccola medusa dai tentacoli lunghi, sottili ed urticanti.
Ringalluzzita mi diressi verso riva, accorgendomi che i segni dell’accaduto, divenivano sempre più evidenti.
Ebbi l’accortezza di non sfregare la lacerazione, in quanto avrei potuto diffondere la sostanza tossica, l’ammoniaca avrebbe alleviato la parte, in mancanza mi accontentai di sciacquare ulteriormente con acqua di mare (mai con acqua dolce, provoca ulteriore rilascio di tossine).
Nei giorni a seguire, mi accertai che le meduse, avevano ormai mirato la costa come approdo delle loro vacanze estive.
Cosi proposi agli amici del gruppo mare, di fare il bagno totalmente vestiti!
L’idea al quanto bislacca, fu accolta con la massima normalità da parte di ognuno.
In un istante, capì di non essere l’unica dissenata della compagnia… si decise infatti, cosa poter indossare di consono.

Povere meduse! In realtà, siamo noi a non accorgerci di esse che avanzano tranquille, ostacolando la loro traiettoria.

Tuttavia stabilimmo, di infilarci dei fuseaux aderenti ed una maglietta girocollo a maniche lunghe (ovviamente in cotone), non era il caso di ricorrere alle mute, che impermeabili non avrebbero permesso di avvertire l'acqua sulla pelle.
Il giorno seguente... arrivare, spogliarsi e rivestirsi col cambio di roba anti medusa, per poi tuffarci in mare, non fu per gli altri bagnanti una scena abituale, (lascio a voi l'immaginazione) bastarono però, pochi giorni a rendere consueto lo scenario, per lo meno agli occhi degli abitudinari del posto.
L'innovativo metodo, oltre a rivelarsi un' ottima protezione antimedusa, funse anche da schermo totale contro i raggi UV ;-).
Chiramente non fu agevole come nuotare senza niente addosso, ma almeno riuscimmo ad arrivare più al largo, in uno specchio d'acqua sicuramente meno bazzicato dalle antipatiche creaturine, azzardando spesso anche a toglierci di dosso la divisa protettiva.

Nonostante arrechino disagio, le meduse mi affascinano tantissimo, è bello guardarle muoversi elegantemente, come danzatrici.
Quelle di grandi dimensioni, contornate da un orlo smerlato violaceo, sono stupende, sembrano dei lampadari...


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Muffins alla panna con crema alla cannella e rum





"Con la partecipazione di" :
dosi per 6 muffins
100 grammi di farina 00
30 grammi di zucchero
25 grammi di burro
50 grammi di latte
50 grammi di panna fresca
1 uovo
2 cucchiaini di cremor tartaro
Per la crema:
100 grammi di latte
10 grammi di fecola di patate
1 tuorlo
1 cucchiaino abbondante di cannella
1 pezzo di vaniglia
15 grammi di zucchero
1 pizzico di sale
50 grammi di rum
"Mettiamo le mani in pasta" :


Innanzitutto preparare la crema.
Stemperare la fecola con un cucchiaio di latte, aggiungere il tuorlo e la cannella, mescolare.
In un pentolino, far riscaldare il resto del latte con lo zucchero e la vaniglia sezionata longitudinalmente, in modo che i pallini diffondino maggiormente l'aroma, amalgamare.
Aggiungere sempre mescolando il rum.
A crema addensata, spegnere il fornello e lasciar raffreddare.
Nel frattempo preparare l'impasto.
Trasferire in una ciotola tutti gli ingredienti secchi setacciandoli: farina lievito e zucchero.
In un altra coppa, rompere l'uovo e sbatterlo con una forchetta senza renderlo schiumoso, aggiungere il latte, la panna ( non montata) e il burro fuso a temperatura ambiente, mescolare e versare il tutto nella ciotola contenente gli ingredienti secchi.
Amalgamare velocemente, fin quando la farina sarà scomparsa, non rendere però omogeneo l'impasto, dovrà risultare grumoso.
Riempire a metà con l'impasto i pirottini (ho usato carta da forno) posti nell'apposito stampo, aggiungere 2 cucchiaini di crema e coprire con altro impasto, facendo arrivare il quantitativo poco prima dell'orlo.
Trasferire in forno a 170°-180° per 15-18 minuti





venerdì 3 luglio 2009

Farina, farina e ancora farina!!! O_O

Farina di grano tenero, farina di grano duro, farina di farro integrale e non, farina bianca di kamut, farina di kamut integrale, farina di riso, farina di miglio, farina d’avena, farina di grano saraceno, semolino… farina, farina e ancora farina!!!
Se svuotassi sul pavimento della mia stanza, tutti i pacchi di farina sistemati in dispensa, come scolaretti seduti, in ordine d'altezza nei propri banchi, simulerei un pezzo di spiaggia caraibica.
Mi basterebbe, spalancare le persiane del balcone che s’affaccia sul blu, avvicinare una grande conchiglia all’orecchio, come da una cornetta di telefono, ascoltare la voce del mare.
Sorseggiando avidamente latte di cocco, mentre le foglie di una kenzia, disegnano con la loro ombra, davanti a sprazzi di luce, ampi filamenti di una palma immaginaria…

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“Con la partecipazione di” :
250 grammi di farina di riso
50 grammi di fecola di patate
1 uovo
60 grammi di zucchero di canna
2 cucchiaini di miele
50 grammi di latte di riso
40 grammi di olio di girasole
40 grammi di pinoli
2 cucchiai rasi di cocco rapè
Abbondante buccia di limone grattugiata
1 piccolo pezzo di vaniglia bourbon grattugiata
1 pizzico di sale
3 cucchiaini di cremor tartaro
“Mettiamo le mani in pasta” :
Versare sulla spianatoia: la farina, la fecola il lievito e il cocco rapè, precedentemente mescolati.
Nel centro aggiungere lo zucchero, il miele, la buccia di limone, la vaniglia entrambi grattugiati e l’olio, mescolare un po’ con la mano, aggiungere l’uovo , i pinoli e il sale.
Impastare incorporando di mano in mano la farina circostante, versando pian piano il latte.
Ottenuto il panetto, avvolgerlo nella pellicola e trasferire in freezer per mezz’ora.
Sottrarre di mano in mano dalla palla d’impasto, dei pezzi più o meno piccoli (dipende da quanto grandi vogliate i biscottini) avendo l’accortezza di infarinarvi le mani, in modo che non si attacchi a quest’ultime l’impasto.
Formare delle palline da schiacciare, raggiungendo lo spessore di qualche mm.
Trasferire su una teglia ricoperta di carta da forno, cuocere a 170-180° per 15-18 minuti, o fin quando non saranno poco dorati…
Conservare in sacchetto di plastica.